L’edizione di Sanremo 2011, il festival delle canzone italiana fiore all’occhiello delle manifestazioni nazionali, quest’anno in occasione del 150° dell’ Unità d’Italia regala agli spettatori una grande lezione di storia tenuta dal magico Roberto Benigni.

Un intervento molto lungo ma che ha rapito gli spettatori  in un unico modo che solo Benigni sa fare ! ha esordito salutando il conduttore e cantante Gianni Morandi con un tocco di ironia e simpatia e scherzando con lui visto che se la Rai lo mette a presentare, non vuole proprio farlo cantare !

E così via sino a toccare con un po’ di sarcarsmo il caso Ruby – Mubarak ma in modo molto soft con un minimo di allusione ma nulla di più, per iniziare veramente a spiegare con saggia simpatia dall’ Inno di Mameli, a  Silvio Pellico, da Garibaldi ai grandi avvenimenti del Risorgimento.

Stand innovation alla conclusione dell’intervento di Benigni, è piaciuta la lezione di storia che ha toccato cenni di letteratura citando gli scrittori del tempo, che seguirono gli avvenimenti di Garibaldi, riportando i cenni più grandi della nostra storia e letteratura. La cultura italiana, prima ancora della Nazione, Manzoni, Dante, e i Grandi che fecero la nostra storia.

Ha saputo far emergere i sentimenti più patriottici del passato, che negli ultimi anni le nostre generazioni non sanno più provare, il grande Roberto con la sua inimitabile simpatia ha saputo regalarci la cultura impolverata della storia dell’Italia, con enfasi e senitmento, con grande maestria spaziando tra musica, storia e letteratura.

E forse l’Italia, pur dilaniata dagli interminabili paradossi, e dai tanti difetti, rimane sempre il paese unico al mondo, il paese dove la passione e la cultura non ha paragoni, e che Roberto Benigni ha rappresentato alla perfezione con il suo intervento .

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