Venerdi 18 c’è stata la prima puntata, trasmessa da Italia1, della super pubblicizzata serie Ugly Betty che a quanto pare fa furori nel mondo anglosassone.

Non posso nascondere che ero incuriosito dalla pubblicità e quindi mi sono messo davanti alla TV per vedere di cosa si trattasse: devo dire che ne sono rimasto piuttosto deluso. La cosa che mi ha colpito di più è la mancanza di sviluppo della personalità dei singoli personaggi che si dividono in 2 categorie (con pochissime o nulle sfumature): buoni e cattivi. Se la protagonista Betty è chiaramente parte della schiera dei buoni non è per nulla difficile capire chi è contro di lei e chi invece cerca di aiutarla. Ci si trova in un mondo molto simile a quello dei cartoni animati: o sei buono o sei cattivo, o sei gentile (buoni) o sei antipatico (cattivi), o sei generoso (buoni) o sei egocentrico (cattivi).

Specchio di una tale complessità nella trama è che alla fine (per la precisione nelle prime due puntate) il bene vince sempre: non c’è problema o situazione che i nostri eroi (buoni) non riescano a gestire e regolarmente i cattivi finiscono per perdere (in modo estremamente grottesco). Penso che basti la capacità (???) cerebrale di un bambino di 4 anni per afferrare tutte le sfumature di un plot così complesso… non vedo l’ora che arrivi Venerdi prossimo per snocciolarmi le prossime due puntate… credeghe!

Pin It on Pinterest

Share This